Allena-menti: l’aspetto psicologico di giocatori o giocatrici durante Play off e Play out

Francesca Gargiulo studentessa di Psicologia dello Sport all'interno del Master “Human Movement Sciences” ad Amsterdam. Per info e contatti: f.gargiulo@sportdonna.it

1
65
rubrica-gargiulo

“Il talento ti fa vincere una partita.
L’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere un Campionato”.

Michael Jordan

Il mese di maggio, per gli appassionati di calcio, è il mese dei play-off e play-out, spareggi e contorsionismi di classifica che prolungano il campionato di qualche giornata.
I fattori che entrano in gioco in questo particolare periodo della stagione calcistica sono numerosi, sia da un punto di vista fisico, che psicologico. Bisogna fare però una distinzione tra play-off e play out.

Play-off: spareggi che vengono disputati al termine della stagione regolare e prevedono la formula dell’eliminazione diretta. Il fine è quello di assegnare il titolo di vincita del campionato oppure di stabilire le promozioni.

La squadra che si trova in questa situazione, dovrà gestire, tra i tanti aspetti, quello della motivazione. Lo spirito con il quale verranno affrontate le partite dei play-off può essere diverso a livello motivazionale, a seconda degli obiettivi della squadra e della società. Sicuramente il compito dell’allenatore e di tutto lo staff, sarà quello di far sì che la concentrazione resti alta, la cooperazione e la fiducia che i giocatori dovrebbero aver acquisito durante i mesi di lavoro più alti saranno, migliore sarà la performance.

I Play-out: o dentro o fuori. Vincerli significa restare nella stessa categoria, perdendoli si scende in un campionato di livello inferiore. La giusta mentalità in questa particolare situazione è fondamentale. A decidere la fine della stagione sarà una o più partite, durante le quali il margine di errore deve essere minimo, non bisogna commettere passi falsi.
L’unione e la coesione della squadra sono gli elementi chiave che permettono a un gruppo di raggiungere grandi traguardi. Fondamentale quindi per i tecnici che si trovano a guidare una squadra, è il lavoro psicologico che deve essere iniziato con l’avvio della stagione, e che dovrà continuare per tutta la durata della stagione.
La differenza tra una squadra vincente e una che invece si frammenta, perde di vista gli obiettivi, o non riesce a centrare i traguardi che si erano prefissati, la fa l’aspetto psicologico.

Alcuni studi mostrano come vi sia un vantaggio per le squadre che disputano la partita dei play-off o play-out nel proprio campo. Questo perché il pubblico casalingo e i propri tifosi sono anch’essi fondamentali nell’aspetto psicologico dei giocatori ed incidono nel modo in cui essi entreranno in partita e affronteranno il match.

Prima e durante la partita molte componenti influenzeranno la prestazione dei giocatori.
Prima tra tutte l’ansia. L’ansia può essere una grande risorsa che spinge l’individuo verso un obiettivo, lo motiva, se costruttiva. Un’ansia esagerata invece, comprometterà la prestazione negativamente, magari portando il giocatore a non prendere sonno la notte precedente la partita; ad agire sulla lucidità mentale o a portare il giocatore ad avere atteggiamenti aggressivi.
Una educazione alla gestione delle emozioni, al sapersi autocontrollare e autoregolare hanno effetti benefici sul giocatore e fanno sì che la prestazione non venga influenzata da emozioni spiacevoli e distruttive.

Sul tema dei Play-off, abbiamo intervistato una giocatrice e due tecnici, per comprendere più da vicino l’aspetto psicologico nell’approccio a queste partite.

Intervista ad Alice Foti, giocatrice della Fiammamonza, squadra neopromossa in Serie B.

alice-fotiQuali sono state le tue emozioni e i tuoi pensieri prima di entrare in campo domenica contro l’Olimpia Paitone?
“Prima di entrare in campo un po’ d’ansia c’è sempre, soprattutto in una partita così importante. Ma domenica era molta di più la voglia di giocare e di fare bene. Ho ripensato un po’ a tutto il percorso che abbiamo fatto quest’anno, tra alti e bassi, alla sconfitta contro il Cortefranca a gennaio e alle partite che abbiamo giocato contro il Paitone in campionato”.

Quanto è importante secondo te, giocare nel proprio campo, in casa?
“Direi che è abbastanza importante. Giocare sul proprio campo è forse un po’ più “facile”, perché sai quanto spazio hai per giocare. Noi siamo abituate a giocare su un campo molto largo e quando andiamo in campi più stretti facciamo fatica soprattutto a far girare la palla. Inoltre avendo un campo sintetico facciamo fatica anche quando troviamo campi in erba, perché il terreno non è quasi mai tenuto bene, la palla rimbalza male e si fa fatica a giocare palla a terra. Domenica però ci è andata bene, nonostante il campo fosse in erba, era grande e siamo riuscite a fare il nostro gioco, soprattutto nel primo tempo”.

Quali le sensazioni nel disputare una partita così importante fuori casa?
“Come ho detto prima, sicuramente un po’ d’ansia, non conoscevamo il campo e in più aveva piovuto quasi tutta la settimana quindi eravamo un po’ preoccupate. Ma allo stesso tempo eravamo cariche e dopo due anni in cui eravamo arrivate a un passo dalla promozione volevamo prenderci la nostra rivincita”.

Secondo te, quali sono gli elementi chiave in un gruppo, per realizzare obiettivi e vittorie importanti?
“Penso che l’elemento più importante sia il gruppo in sé. È importante avere un gruppo unito in campo e in spogliato e penso che sia importante avere l’obiettivo in testa e che tutte le giocatrici e il mister siano consapevoli di quello e lavorino per raggiungerlo”.

Come ti sei preparata, dal punto di vista psicologico, alla partita?
“Ho cercato di pensare che fosse un’altra partita di campionato e non uno spareggio. Prima delle partite mi piace ascoltare la musica, cerco di “isolarmi” un po’ e stare tranquilla per concentrarmi, e domenica ho fatto lo stesso”.

Pensi che avere una persona che curi l’aspetto psicologico delle giocatrici, all’interno dello staff, possa essere utile?
“Non lo so, non abbiamo mai avuto niente del genere quindi non saprei dire se può essere utile o no. Forse in una squadra come la nostra, dove siamo tutte ragazze giovani, potrebbe aiutare soprattutto perché non abbiamo ancora la maturità e la testa che hanno invece altre squadre più “anziane” e con più esperienza”.

d'ermilioIntervista al tecnico Roberto D’Ermilio della Pink Bari, squadra che si gioca la promozione con la gara spareggio contro la Roma Femminile.

  • Quali sono le tue emozioni e i tuoi pensieri se pensi a sabato prossimo prima di disputare una partita così importante?
    “Le emozioni in questo momento sono forti, perché dopo una stagione così impegnativa ed importante, poter arrivare a giocarsi una stagione per fare il salto di categoria chiaramente crea delle fortissime emozioni, quindi questa è una bellissima sensazione. I pensieri sono solo positivi e propostivi, pur sapendo che è una gara in cui una sola uscirà vincitrice. Però a noi piace sempre pensarla in maniera positiva e propositiva”.
  • Secondo te, quali sono gli elementi chiave in un gruppo, per realizzare obiettivi e vittorie importanti?
    “Dal mio punto di vista, gli elementi chiave per raggiungere obiettivi importanti sono semplici: la prima è quella di scegliere le persone giuste. Per ogni tipo di ruolo e mansione ci deve essere una persona giusta, spinta da grandissime motivazioni. Dopo di che ci deve essere un profondo rispetto dei ruoli”.
  • Come stai preparando la squadra dal punto di vista psicologico per la partita di sabato?
    “La partita la prepareremo con assoluta serenità, cercando di non lasciare niente al caso. Conosciamo i nostri avversari dei quali abbiamo un grande rispetto e arriveremo a questa gara con una grande serenità e una grandissima motivazione, perché sappiamo di incontrare una squadra molto forte, però abbiamo dimostrato nell’ultima gara di campionato di essere all’altezza. Sarà una gara sicuramente molto equilibrata, dove non si possono fare molte previsioni. Noi ragioniamo per uscirne da vincitori”.
  • Pensi che avere una persona che curi l’aspetto psicologico delle giocatrici, all’interno dello staff, possa essere utile?
    “Sono una persona sempre aperta a tutto ciò che possa essere interessante e costruttivo, quindi non escludo mai niente. L’esperienza in questi settori, prima da calciatore e poi da allenatore, mi ha insegnato che per essere un bravo allenatore bisogna avere anche una buona preparazione dal punto di vista psicologico. Avere quindi la capacità di saper leggere nell’anima di qualunque individuo, non solo delle giocatrici, ma di tutta la società”.
  • Pensi che anche l’allenatore, oltre alle giocatrici, possa giovare di un supporto psicologico?
    “Un allenatore preparato deve avere la capacità di saper gestire alcune situazioni. Penso che un allenatore possa giovare di un supporto psicologico quando si verificano casi particolari, come ad esempio per una giocatrice che è più fragile, o che ha più necessità. Un allenatore comunque per avere un valore aggiunto deve racchiudere, in un certo senso, anche la figura dello psicologo”.

geso-strambelliIntervista al preparatore dei portieri Geso Strambelli della Pink Bari, squadra che si gioca la promozione con la gara spareggio contro la Roma Femminile.

  • Quali sono le tue emozioni e i tuoi pensieri prima di disputare una partita così importante contro la Roma?
    “Vorrei poter disputare partite come questa. L’adrenalina scorre in corpo come un fiume in piena! È un misto di emozioni positive indescrivibili. Sicuramente la consapevolezza nei nostri mezzi è aumentata, ma siamo consapevoli che le insidie si nascondono dietro l’angolo! Sarà una bella sfida, il tempo ed il campo daranno il verdetto finale, ma noi ci proveremo fino alla fine!”.
  • Secondo te, quali sono gli elementi chiave in un gruppo, per realizzare obiettivi e vittorie importanti?
    “Gli elementi chiave sono appunto il gruppo, l’umiltà e la consapevolezza nelle proprie capacità abbinati al lavoro sul campo. Per fare grandi imprese serve sempre avere un gruppo unito che si aiuti a vicenda ed una grande organizzazione sotto ogni aspetto”.
  • Come stai preparando i portieri dal punto di vista psicologico per lo spareggio?
    “Ci stiamo preparando allo spareggio con serenità, ma allo stesso tempo con grande intensità e voglia di fare bene! Ogni settimana è stata preparata con lo stesso metodo, anche perché per arrivare a giocarci questa fantastica partita, non potevamo sbagliare nulla!”.
  • Pensi che avere una persona che curi l’aspetto psicologico delle giocatrici, in particolare dei portieri, all’interno dello staff, possa essere utile?
    “Una figura che si occupi dell’aspetto psicologico delle calciatrici, sì, può essere utile all’interno di una squadra. Non si va da uno psicologo solo quando le cose vanno male, ma anche per una semplice chiacchierata, uno sfogo, ecc… Ogni persona, che sia grande o piccola, ha sempre qualcosa da insegnare, solo così si può crescere!”.

(Nei prossimi giorni online la seconda parte dell’approfondimento dedicato a questo tema)

Francesca Gargiulo

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here