Brescia, il pres. Cesari ci va giù pesante: “Roba da circo”

Il presidente del Brescia critica diverse scelte da parte della Federazione e della LND

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Sono diversi i punti che il presidente del Brescia, Giuseppe Cesari, pubblica in una lunga lettera apparsa sul sito della società. Dai Centri Federali, al Campionato Primavera fino alla finale di Coppa Italia che si giocherà a Firenze. “Si continua a parlare di calcio femminile in continua crescita, dell’evoluzione dell’altra metà del calcio, ma a mio parere al momento non si sono ancora visti interventi decisivi che possano apportare i miglioramenti sperati” ha spiegato il numero uno delle Leonesse.

Sui Centri Federali: “Relativamente alle iniziative messe in campo, con riferimento ai centri federali che sulla carta sono stati creati per favorire lo sviluppo del calcio femminile, mi preme evidenziare che, almeno per ora, mi risulta che abbiano creato ulteriori disagi alle famiglie e alle società, senza aver portato nulla di nuovo. Ma la cosa più allarmante è che in questi “CENTRI FEDERALI” o “RAPPRESENTATIVE” le giocatrici non sono nemmeno assicurate, salvo il poter ricorrere all’assicurazione della LND che attualmente rimborsa somme inadeguate a coprire i costi necessari a sostenere un completo recupero da un eventuale infortunio. Ma allora qualcuno deve spiegarmi perché se una società sportiva un giorno decide di fare una giornata di sport o un evento aperto alle bambine che giocano a calcio, è obbligata ad avere un’ulteriore assicurazione altrimenti si corre il rischio che quella della LND non risponda. Sul punto, ritengo sia necessario intervenire al più presto e dare al sistema un’organizzazione che tuteli sia le società sia le atlete”.

Per quanto riguarda invece il Campionato Primavera: “Altro problema secondo la mia opinione riguarda il CAMPIONATO PRIMAVERA, dove addirittura quest’anno il DCF voleva gestire i campionati regionali direttamente e non più tramite i comitati. Non è un caso se la maggior parte delle società non abbiano accettato. Un campionato Primavera in cui durante il suo svolgimento escono comunicati piuttosto discutibili e dove ci sono dei regolamenti quantomeno rivedibili, come ad esempio la circostanza che se due squadre si trovano a pari punti contano i goal in trasferta. Allora qualcuno mi deve spiegare se in un quadrangolare una squadra gioca due volte in casa come potrebbe realizzare dei goal fuori casa? Secondo la mia modesta opinione, c’è una disorganizzazione di fondo a cui si deve porre rimedio nell’immediato. Preciso, questa contestazione esula dal fatto che il Brescia Calcio Femminile non sia stato ammesso come seconda squadra classificata alle fasi finali. Anche se cari signori, anch’io ho letto la lettera mandata da Cottini e da come è scritta ho interpretato che chi si classificava al secondo posto avrebbe avuto diritto a partecipare alle fasi nazionali. Ma poi il Presidente Morgana mi ha fatto notare come invece la lettere fosse molto chiara al riguardo. In proposito, vi sarò grato se riusciste a fornirmi una interpretazione chiara del regolamento. Come Delegato Nazionale Calcio Femminile ho avuto richiesta da diverse società di per fare qualcosa per contribuire al miglioramento dell’attuale situazione in cui versa questo Campionato Primavera. Poi è logico che se leggo che nel girone del Veneto passano “CINQUE” società alla fase nazionale allora il mio sconforto non può che aumentare. Non pretendo che la regione Lombardia, prima regione per società di calcio iscritte sia maschili che femminili, con un girone da 16 squadre, abbia il diritto a far passare 2 squadre essendo forza in causa, ma pretendo rispetto, serietà e competenza da entrambe le parti. Mi piacerebbe avere una risposta risolutiva al caso in questione, magari dal delegato Morgana che stimo e che invito ad intervenire subito e non a partire dalla prossima stagione perché a noi un intervento serve subito”.

Messaggio poi a Carlo Tavecchio: “Mi rivolgo infine a lei Presidente Tavecchio, se vuole far cresce il calcio femminile la prego di iniziare ad inserire nei vari uffici persone maggiormente qualificate, perché ora come società ci siamo noi appassionati di calcio femminile dove dedichiamo tempo, denaro per pura passione del Calcio Femminile, ma visto che stanno entrando società professionistiche come Fiorentina, Sassuolo, Empoli, Bari, Lazio, Chievo, Inter e tra poco anche la Juventus è necessario arrivare nell’immediato ad un punto di svolta, altrimenti il calcio femminile non crescerà mai”.

Sul tema della finale di Coppa Italia a Firenze, che ha fatto storcere il naso a diverse squadre: “Infine, mi permetto di esprimere tutta la mia delusione in merito al comunicato ufficiale n.81 del 17/05/2017 finale di Coppa Italia, con il quale è stata comunicata la VARIAZIONE FINALE COPPA ITALIA NAZIONALE MERCOLEDI’ 14 GIUGNO 2017 – GARA UNICA – ORE 16.00 CENTRO FEDERALE GINO BOZZI VIA STEFANO BORGONOVO – FIRENZE. Una finale di Coppa Italia di mercoledì alle 16,00 su un campo sintetico e oltretutto a Firenze, mi sembra troppo svantaggioso per le rivali della Fiorentina che, avendo un calendario piuttosto facile sulla carta, si ritroverebbe a giocare la finale in casa e ad un orario scomodo per il Brescia, il Verona, il Tavagnacco o il Mozzanica. Infatti, mi chiedo come mai potrebbero i tifosi di una delle altre squadre affrontare una trasferta infrasettimanale per seguire la loro squadra a Firenze di mercoledì alle ore 16:00.
Vi sarei grato pertanto se consideraste una eventuale modifica di quanto programmato per la finale di Coppa Italia”.

“Presidente, purtroppo, nell’altra metà del calcio, quello femminile, non è cambiato nulla, anzi continuano i disagi. Giuseppe Cesari” conclude.

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