Sportonna interview – Tavagnacco, Peressotti: “Difficile stare fuori, ora però sono più forte”

"Il mio primo obiettivo è quello di dimostrare che due anni senza giocare non contano, se il cuore non ha mai smesso di correre in campo" ci ha spiegato il difensore in questa intervista

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E’ mancata al Tavagnacco e anche alle sue compagne di Under 19. In queste ultimi due stagioni la sfortuna sembra davvero essersi accanita su Nicole Peressotti, difensore classe 1998, ma il giovane talento, pur non negando qualche momento di sconforto, ha voglia di proiettarsi verso il futuro. L’obiettivo? L’Europeo di agosto in Irlanda. Sarebbe un miracolo visto che è ferma da settembre per la rottura del legamento del crociato. “Mi hanno insegnato che ai miracoli bisogna credere, e di sicuro me la voglio giocare: è una sfida tra me, il destino e questi due anni” ci confida a cuore aperto in questa intervista. 

Spiegaci com’è nata la tua passione per il calcio
“Da piccola facevo danza classica, ma mio fratello mi obbligava a giocare a pallone con lui e i suoi amichetti in giardino per pomeriggi interi. Penso che la mia passione sia nata così, da una semplice competizione fraterna: ricordo in particolare le partitelle al mare sulla spiaggia, lui era molto rapido e tecnico, e io volevo a tutti i costi rubargli quel pallone dai piedi. E’ stato il mio primo allenatore. Per fortuna i miei hanno da subito sostenuto le mie scelte, e hanno reso questo percorso possibile”.

Questa stagione per te è stata caratterizzata dell’infortunio subito a settembre, quanto è stato difficile dover stare lontano dal campo e chi ti è stato vicino nei momenti più complicati?
“E’ stato ed e tutt’ora difficile, non lo nego. Ci sono davvero giornate in cui ti svegli e hai la forza per sostenere tutto, e il giorno dopo invece ti pesa da morire. Però da questi due anni di infortunio ho imparato tanto, e sto accumulando tanta determinazione, che spero di riuscire a conservare per il momento opportuno: so che è la testa che determina tutto, e ho voglia di recuperare quello che ho perso, con molta più maturità di quella che avrei acquisito altrimenti. Nei momenti più difficili sono state tante le persone che mi sono state vicine, in primis i miei genitori ovviamente, la squadra, i mister, le ragazze dell’U19. C’è sempre stato qualcuno presente che mi ha ricordato che arrendersi adesso è facile, ed è anche legittimo, ma che il mio posto è in campo, e lì ci devo tornare. Fare nomi mi sembra inutile, sono davvero troppi. Ormai l’infortunio è al termine, avevo ripreso ad allenarmi, ma sono sorte complicazioni, e adesso sono ferma da due mesi e davanti a me ne ho ancora uno di stop completo. Poi spero le cose vadano a buon fine”.

Come valuti la stagione della tua squadra?
“Un po’ altalenante, determinata da tanti infortuni soprattutto nella prima parte della stagione, e alcuni importanti anche durante il ritorno (come Maria Zuliani). Stagione caratterizzata da partite di carattere contro le squadre più forti, e punti persi contro le squadre più abbordabili. Sicuramente poteva andare meglio, ma si guarda avanti in vista del prossimo anno”.

Quali sono i tuoi obiettivi personali per la prossima stagione?
“Il primo è scontato: riprendere a giocare e recuperare un pezzo di quella me che si è nascosta da quando non tocca più il pallone. Penso che il primo obiettivo sia quello di dimostrare che due anni senza giocare non contano, se il cuore non ha mai smesso di correre in campo. Poi ovviamente ripartire, migliorare, farmi spazio in squadra e togliermi qualche piccola soddisfazione. E poi ci sono i sogni: l’Europeo di agosto, quasi un miracolo ma perché no, la qualificazione al Mondiale, il Mondiale stesso. Ma un passo alla volta, quindi per ora diciamo che il mio unico obiettivo è quello di riprendere ad allenarmi e riprendere una vecchia me”.

Che emozione è stata vedere le tue compagne di Under 19 approdare alle Fasi Finali dell’Europeo?
“Un’emozione da lacrime. Ma ci credevo, ne ero quasi certa; come se lo sapessi già da settembre quando abbiamo fatto il raduno in Olanda. Quando l’arbitro ha assegnato il rigore e ho visto Mascarello che andava a tirare, ero senza fiato. Poi le ho viste festeggiare, e mi sono messa a piangere: ero orgogliosa della mia squadra e il loro sorriso è stata la spinta in più che mi ha detto “Nick, non devi mollare ora””.

 Pensi di poter rientrare nel gruppo che parteciperà alle Fasi Finali?
“E’ il mio sogno. Quando chiudo gli occhi, lo riesco a vedere. Purtroppo è una risposta che non posso dare ora, ci sono troppe componenti. Prima devo ricevere l’ok per riprendere la riabilitazione, poi ci sarà il tono muscolare e la forma fisica da riprendere, e poi ovviamente entrare in un gruppo per l’Europeo richiede qualità e garanzia, due componenti che ora non posso prevedere. E’ una grande incognita, forse un miracolo, ma mi hanno insegnato che ai miracoli bisogna credere, e di sicuro me la voglio giocare: è una sfida tra me, il destino e questi due anni”.

 

 

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